EPPURE LAMENTARSI NON SERVE

Ci sono mesi in cui far quadrare i conti diventa impresa da funambolo o da esorcista.

Cercare di tirare la copertina quel tanto che serve per riuscire ad arrivare senza troppe ossa rotte  al fatidico 27 del mese.

Che corsa, che fatica, che salita.

Se ripenso al tempo in cui sollazzavo con leggerezza la mia carta di credito che tanto non rischiavo nulla, se ripenso alla leggerezza, alla superficialità del mio vivere quotidiano… Se ci ripenso…

Tempi andati, scenario modificato in modo brutale…

Eppure è ancora così arduo far tacere il piccolo demonio che stuzzica il ricordo e, a volte, mi spinge ancora a sognare di poter viaggiare, di poter entrare in un negozio per il piacere di acquistare un paio di scarpe nuove o un vestito di cui, nel 99% dei casi, non ho affatto bisogno.

Non è più così, da tempo, oramai. Eppure, ci sono mesi in cui, la situazione diventa più difficile del solito e brucia, come il ghiaccio sulla pelle.

E ti racconti che sei fortunata perché, il tuo piccolo 27 del mese, arriverà e, almeno quello, nella tua vita (ancora per un po’) è garantito, sicuro.

Non sono ancora abituata a vivere nella privazione dei miei desideri, che so essere superflui eppure – apparentemente – indispensabili…

E fatico a trovare il sorriso perché sono spaventata. Devo badare a me e, a volte, ho un gran paura di non farcela.

Paradita

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COPERTINA

E’ decisamente arrivato l’inverno. Freddo siberiano ovunque, neve, vento da far paura e temperature rigidissime. E’ naturale che sia così, non possiamo lamentarci, la natura lo prevede.

Sono giornate anche molto difficili da vivere, con tanti disagi nello svolgere le attività usuali, ebbene in tutto questo cosa c’è di più piacevole che ritirarsi nella propria casa?

E’ lì che mi immagino in questo momento, nel mio nido preferito che mi protegge e coccola, con il gatto che fa le fusa, della buona muisica, un libro e qualcosa di veramente buono da mettere sotto i denti…

Sono giornate da “copertina”, una sull’altra, con noi sotto, magari abbracciati a qualcuno. A farsi piedino con le calze antisdrucciolo che poi di incollano l’una con l’altra e che nulla hanno di romantico.

Come è bello il freddo, a volte, quando dentro sentiamo un’onda calda chè siamo in armonia con noi stessi e con quello che ci circonda. Il trucco è sempre lo stesso: assecondare.

Inutile incavolarsi per la temperatura sotto zero, è così e non si può cambiare, magari invece possiamo approfittare della circostanza per farci scaldare da qualcuno. Questo è un bel pensiero positivo!

E, con questa soavità che mi pervade, auguro a voi tutti un sereno fine settimana di vero inverno, che sia freddo al punto giusto! :-)

Paradita

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SBOCCIARE

Ci sono molti modi per essere un fiore.

Cosa caratterizza l’essenza del fiore in sé? Forse il colore, forse la forma, forse il profumo o tutti questi elementi messi insieme.

Così come le ali delle farfalle, non esistono fiori uguali, benché appartenenti alla stessa famiglia e genere botanico.

Anche noi umani siamo come le ali di una farfalla o come un fiore.

Possiamo vivere aggrappati ad una roccia sul costone nascosto di una montagna oppure vicini ad altri fiori in un bel campo in Provenza.

Umanità diversissime condividono spazio e tempo, talune volte legandosi, nonostante differenze apparentemente inconciliabili.

Una composizione floreale che impiega una verza e un’orchidea può sembrare folle ma, sapendo ben guardare, si scopre una fine armonia che lega elementi così estranei l’uno all’altro.

Vivere e creare il nostro personale bouquet altro non è che saper cogliere queste sottili differenze.

Esaltarne i colori, le forme, il profumo che dalla vicinanza, emana.

Essere persone molto estroverse o, al contrario, riservatissime, non è un mix sbagliato, si impara, fiore da fiore, essenza da essenza.

Il patto da rispettare è la fiducia che si regala all’altro mentre ci sta vicino e, forse, lasciare che questi ci “insegni” un modo diverso in cui essere fiore.

E la roccia sarà più accogliente, il prato meno affollato.

Al fiore di cactus vicino al mio campo.

Paradita

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VITA A CORRENTE ALTERNATA

Il mio desiderio più grande sarebbe quello di poter vivere simbolicamente dentro la corrente del Golfo come la famosa immagine del pesciolino Nemo che, felice, si faceva portare – nuotando – nel meraviglioso flusso, direzionato, della corrente.

Mi è sempre piaciuta moltissimo quell’immagine, la gioia di stare dentro a qualcosa di molto forte e direzionato, potendo, comunque, modificare la propria via, sapendo -contemporaneamente – che il verso è quello giusto.

La direzione, pare poco? Credo che tutto il senso del viaggio sia proprio saper individuare questo moto, il dove, il movimento che tende a , che punta da qualche parte.

Invece… e non so se sia una sorta di “mal comune mezzo gaudio” ma, ciò che in senso assoluto mi sfugge, è proprio la direzione da dare alla mia vita.

Ci provo, ostinatamente ci provo, e ogni volta comprendo di aver mal programmato il navigatore che vado sempre a finire in un luogo sbagliato.

Che sia questo il famoso “farsi dell’assoluto” di cui ci parlano i filosofi, questo eterno e- per lo più- assurdo divenire?

Spero di no, sono giovane ma stanca di vivere a corrente alternata.

Riprogrammare.

E riprovarci ancora…

Amici Cari, buona giornata.

Paradita

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IMMAGINI MENTALI

Sto imparando delle cose molto interessanti, apparentemente banali ma che, al contrario, sono profonde.

Nella timeline del futuro, come ti vedi?

Orpo, che bella domanda… con il carattere che mi ritrovo, assai poche volte nella vita ho visualizzato il mio futuro, immmaginandolo in modo verosimilie. Accade piuttosto che mi perda nelle fantasie più piacevoli che di realistico, però, non hanno nulla…

Mi impegno, ce la posso fare… mumble mumble… ops, non sono in grado di visualizzare il mio futuro, intendo, immaginare come lo vorrei…

Ecco, questo è un punto molto importante. Ad esempio, nella relazione amorosa, è necessario sentire dentro di sè “la strada” che intendiamo dare al percorso a due, il progetto che sta alla base. Sembrano tutte azioni ovive e scontate ma, se ci provate anche voi, scoprirete interessanti pieghe  che il vostro carattere possiede, di cui non vi eravate mai resi conto.

Io il lavoro ho iniziato a farlo, una volta che l’immagine sarà chiara dentro di me e, per tre volte, quando chiederò a me stessa “vuoi davvero fare così” e la risposta sicura sarà “sì”, potrò rendere partecipe anche  l’altra persona coinvolta.

Chissà, magari sono proprio queste piccole “strategie” del vivere che ci regalano qualità.

Amici Cari, buon fine settimana!

Paradita

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INNAMORATI A TRIESTE

Letti di foglie,
colorate di lacrime
rosse d’autunno,
riflettono
tramonti di sambuco
sferzati di bora.

Quando la tua mano
cerca
il mio sorriso,
ti regalo
un corpo ubriaco
di vita.

Pimpra 2007

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NASO PUNTATO AVANTI

Ben decisa a non farmi condizionare da supposizioni aberranti circa la fine del mondo sento distintamente una spinta “cosmica” che mi invita a modificare nella sostanza elementi portanti della mia vita.

Succedono fatti, in questi primi giorni dell’anno, che fanno venir voglia di toccarsi lì dove non batte il sole, episodi che esprimono leggi karmiche così forti da fare paura.

Allora mi chiedo, se così  deve essere, decidiamo di timonare questa imbarcazione che altrimenti non avrebbe direzione e di sicuro finirebbe sugli scogli o, peggio, arenata in un banco di sabbia.

Perchè ciò che più temo infatti non è la morte in sè, intesa come fine ultimo di qualcosa, ma l’inattività, l’arresto del movimento, il mancato divenire.

Per ora restano solo parole, il progetto di cambiamento si delinea ogni giorno che passa nella mia mente, nell’attesa di buttar giù la “prima pietra”, ho fatto ordine in ufficio liberandomi delle inutili carte accumulate in un anno di lavoro.

E non so spiegare questo fermento interiore, questo “friccicore” che mi spinge in avanti, come se sapessi che colà c’è qualcosa di buono che mi aspetta.

E così, sia!

Paradita


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